Proteste Taxisti – Applicazione Uber

Tre anni, controlli al lumicino, abusivismo esploso alla massima potenza.

Vista l’attualità vi ripropongo un mio intervento del 3 giugno 2013 in Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 21

Signor Presidente, Vice sindaco, assessore Granelli, assessore Maran, nel pomeriggio di venerdì a Milano, davanti la sede del Planetario dove è stata organizzata, tra le altre, la presentazione della nuova applicazione Uber, che consente la prenotazione di auto private con autisti in alternativa ai taxi e alle auto a noleggio con conducente, alcuni taxisti hanno manifestato la loro contrarietà.

Certo si è trattata di una protesta spontanea, ma quell’applicazione è chiaramente illegittima perché consente alle auto con autista di stare per strada come i tassisti, mentre devono stare nelle rimesse.

Le due più grosse Organizzazioni sindacali, il 9 maggio u.s., hanno notificato un esposto al Sindaco, all’Assessore Maran e all’Ufficio Autopubbliche che organizza e sovrintende entrambi i servizi avvalendosi della Polizia Locale.

L’Amministrazione comunale attraverso i propri Uffici sanziona i taxisti che infrangono, secondo quanto emerge dai provvedimenti disciplinari istruiti a loro carico, regolamenti e leggi.

Si arriva a sanzionare fino a 90 giorni di sospensione dal servizio, imprese che fanno i conti con la difficoltà economica ormai strutturale e non più contingente.

Per gli altri soggetti niente controlli?

L’applicazione, predisposta per Paesi con legislazione e regolamenti diversi da casa nostra, si scarica sullo smartphone inviando automaticamente le coordinate GPS del cliente al centralino. Calcola in anticipo la tariffa della corsa e la addebita poi sulla carta di credito del cliente.

Si tratta di un servizio NCC, gestito attraverso un’applicazione mobile, effettuato con modalità del tutto contrarie a quanto previsto da tutte le norme nazionali e regionali (Legge 21/92 e L.r. 6/2012).

Signor Sindaco, signori Assessori, le leggi ci sono, facciamole rispettare.

Se qualcuno le ritiene superate, ma questo non è il mio pensiero, vanno cambiate dal legislatore non dall’amministrazione comunale.

Il disagio della categoria di fronte alla lentezza della risposta dell’Amministrazione è palpabile e crescente, se le Associazioni Sindacali sono riuscite a contenere la reazione dei tassisti a fronte di operatori che agiscono eludendo in modo palese ed inequivocabile le regole di una legge dello Stato, ciò si deve solo alla capacità delle associazioni di veicolare la fiducia che le Istituzioni saranno capaci, agendo con i necessari strumenti, di imporre il rispetto delle regole di una legge dello Stato dove ai doveri, che i tassisti devono rispettare corrispondono una serie di diritti garantiti dal legislatore.

La legge pone il cliente NCC in grado di poter contrattare la tariffa del servizio, con UBER ciò non accade.

Il veicolo sosta di fatto su suolo pubblico in contrasto con il caposaldo principe del servizio NCC che impone la sosta in rimessa, basta vedere cosa accade sullo smartphone in questo momento, le auto a disposizione si muovono liberamente in attesa dell’assegnazione della corsa.

Sia quindi sollecita l’Amministrazione Comunale a sciogliere questo nodo su cui ha già, con l’esposto presentato, ricevuto una forte spinta in tal senso, o si vuole la grande manifestazione e magari il fermo del servizio taxi in un momento dove la città ha bisogno di maggiore coesione sociale.

E’ inutile fare comunicati stampa e non agire di conseguenza.

Il 17 maggio 2013, l’Amministrazione Comunale attraverso un comunicato dell’Ufficio stampa di Palazzo Marino, rendeva noto quanto vado a leggere:

“La volontà dell’Amministrazione e della Polizia locale è di utilizzare tutti gli strumenti giuridici a disposizione per contrastare qualunque fenomeno di abusivismo commerciale e concorrenza sleale.

In merito al servizio Uber si è già intervenuti sia sanzionando direttamente alcuni operatori sia effettuando una serie di accertamenti per verificare il rispetto delle prescrizioni vigenti.

Da un’attenta valutazione è emerso che il sistema Uber contrasta in alcuni suoi aspetti sia con la legge 21/1992 (“Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea”) sia con la legge regionale 11/2009 (“Testo unico delle leggi regionali in materia di trasporti”), in particolare per quel che riguarda l’obbligo di stazionamento dei veicoli utilizzati all’interno delle autorimesse (e dunque il divieto di stazionamento su suolo pubblico) e la determinazione del costo della corsa che non viene concordata preventivamente con l’utente.

Continueranno anche nei prossimi giorni gli approfondimenti già intrapresi nelle scorse settimane, necessari per definire eventuali provvedimenti che tutelino la totale regolarità del servizio”.

Signor Sindaco, la risposta del Comune è stata troppo blanda fino ad ora, a proposito Assessore Granelli e Signor Comandante Mastrangelo, quanti sono stati gli interventi di controllo effettuati?

Si sospende un taxista per 30 gg. dal servizio perché magari ha dato indicazioni al cliente rispetto alla destinazione vicina al posto di partenza o si sanziona un altro per 3 gg. perché si presume che su una corsa di 37,00 € può esserci una differenza di 3,00 €.

Siamo di fronte a soggetti considerati figli e figliastri.

Si assiste al paradosso che mentre gli agenti della Polizia locale vengono blandamente inviati alla ricerca delle auto di Uber, l’Amministrazione patrocina una manifestazione e non prende le distanze dalla presenza dei promotori di Uber.

Chiedo, signor Presidente, visto che è stata presentata dai colleghi dell’opposizione una mozione sull’argomento, che venga posta in discussione, quanto prima, in Aula.

Raffaele Grassi