Insieme Cambiamo Milano

Insieme Cambiamo Milano

 

 Dieci anni di attività politica e istituzionale, due intere consiliature di cui una di centrodestra che mi vede tra le fila dell’opposizione e una di centrosinistra in cui faccio anch’io parte della maggioranza.

Dieci anni di impegno profuso sin dal primo momento in cui sono investito della carica istituzionale conferita dal voto dei miei elettori.

Di coloro che hanno creduto in me e nella mia volontà di portare avanti le istanze e le proposte avanzatemi nei luoghi deputati della politica intesa nella sua accezione più alta: occuparsi del bene pubblico e dello Stato attraverso le sue diramazioni territoriali.

Dall’alto dei miei valori e della mia etica professionale scendo in campo per la difesa dei più deboli, delle persone diversamente abili per esempio. Mi batto strenuamente affinchè possa essere riconosciuto il pass di sosta che un cittadino con comprovate difficoltà motorie si vede sottrarre per l’applicazione di un’ordinanza che di fatto modifica i presupposti esistenti.

Faccio mie le problematiche della gente in quanto portavoce dei loro disagi  e delle legittime richieste che in qualche modo potrebbero rendere meno faticosa la loro esistenza in una grande città. La costruzione di uno scivolo in una via trafficata  per il passaggio di una sedia a rotelle mi vede impegnato da più di una anno  speranzoso di riuscire, prima della conclusione del mio mandato, ad abbattere una delle tante barriere architettoniche che rendono alienante la vita dell’anziano signore.

I miei interventi in Aula hanno sempre dato voce  alle proteste di chi ha difficoltà a far sentire la propria voce alle istituzioni che nonostante tutto rimangono molto spesso lontane dalle traversie giornaliere della gente.

Non ho esitato a denunciare, attraverso l’uso della stampa ma anche con lettere indirizzate ai soggetti interessati  i malfunzionamenti e i disservizi  di cui venivo a conoscenza con l’unico scopo di migliorare, potenziare, perfezionare ciò che è perfettibile.

Come nel caso di una segnalazione accorata che feci al direttore di un’AsL  a causa della vetustà delle carrozzelle  con cui vengono accompagnati  i degenti.

Il mio interessamento  si muove incarnando i dogmi della politica la servizio del cittadino, senza connotazioni partitiche né riscontri personali. Ne è la dimostrazione la mia rielezione con la riconferma da parte dei miei elettori.

I temi che più mi stanno a cuore e sui quali sono sempre tornato senza mai tralasciare  nulla al caso sono la sicurezza, il degrado, il rispetto delle regole e della legalità ad ogni latitudine intrecciando la mia attività professionale, quella di taxista, nel tessuto dei trasporti milanesi in un’ottica di implementazione di un servizio la cui efficienza non può che avvalorare l’immagine di Milano, città europea.

Ho voluto espressamente intessere una collaborazione che perdurasse nel tempo con l’amministrazione e con gli altri enti locali forte anche del monitoraggio e dell’aggiornamento costante di un settore sempre in evoluzione le cui disposizioni regolamentari e normative necessitano di un continuo allineamento con i tempi che cambiano.

Ho portato in campo le mie esperienze personali e professionali, gli incontri al Ministero dei Trasporti dove le  sollecitazioni della categoria non sempre trovavano facile accoglienza, ma anche i viaggi fatti all’estero per la partecipazione a conferenze e seminari sul tema con l’obiettivo di allargarne gli orizzonti e scambiarne metodi e modalità di un settore tendente sempre più a diventare globale.

Parigi, New Orleans, Atene ma anche Monza, al Forum di settembre dove si è parlato dell’utilizzo delle nuove tecnologie nei trasporti e del concetto di sharing economy e mobility. Ho portato la mia testimonianza e sono stato unico portavoce italiano e rappresentante europeo a un incontro internazionale negli Stati Uniti dove il tema del trasporto persone veniva affrontato alla luce delle novità tecnologiche e di mercato.

In tal senso devo riconoscere la fatica in termini intellettivi e umani spesa quando a Milano è apparsa la piattaforma Uber nel plauso generale dei mass media che ne celebravano l’aspetto innovativo, la praticità e l’accesso facile. Ma nessuno stigmatizzava il raggiro delle regole che in realtà si celava dietro la modernità di quest’ultima applicazione mobile. Per più di un anno ho rincorso il dialogo con l’amministrazione per evitare l’inasprimento degli animi di una categoria che si sentiva non più tutelata da chi era preposto a difendere un servizio pubblico rigidamente regolamentato.

Ricordo l’alternarsi dei sentimenti e delle emozioni in quel periodo per gli incontri mancati, le promesse disattese e le contestazioni di piazza minacciate con la sensazione di trovarsi dentro una battaglia non voluta ma a tutti i costi ritenuta necessaria per riaffermare il diritto alla legalità.

La passione politica mi ha portato a condurre alcune battaglie in solitario ma anche a  condividere con i colleghi consiglieri obiettivi civili, istituzionali e cosa ancora più importante a portare avanti quelle istanze sollecitate dalla cittadinanza che aiutano a migliorare i servizi, la qualità della vita in un’ottica di condivisione del bene comune.