“A nome mio e di tutta la categoria dei lavoratori del settore voglio pubblicamente chiedere scusa per i disagi causati alla cittadinanza nella giornata di ieri.
Le manifestazioni spontanee indette dai tassisti hanno giustamente esasperato coloro che quotidianamente usufruiscono di un servizio che talvolta può essere indispensabile o rivestire carattere di urgenza.
Ce ne scusiamo comprendendone le difficoltà a capirci e a capire le ragioni che ci portano ad “alzare la voce” quando neanche le istituzioni preposte si interessano ai nostri problemi.
Siamo di fronte al non ascolto, mi dicono i colleghi. Bene io confermo perché il 29 luglio 2013 la direzione centrale mobilità ha predisposto una determina dirigenziale fornendo una serie di indicazioni e modalità operative inerenti lo svolgimento lo svolgimento del servizio di noleggio con conducente.
L’atto è stato contestato da una associazione di categoria, non da Uber, ed alcuni operatori Ncc, proponendo ricorso al TAR Lombardia, impugnando la suddetta determina e assumendone la illegittimità sotto diversi profili di diritto.
E’ da novembre che chiedo al sindaco e all’assessore di ritirare quella determina sbagliata e modificarla, ma non si è fatto niente.

Così la gente esasperata ieri è scesa in piazza, nonostante il fermo del servizio taxi proclamato per il 20 febbraio e le iniziative sindacali preannunciate, cosiddette di avvicinamento al fermo proclamato dalla totalità delle sigle sindacali.

Il Tar Lombardia – con ordinanza n. 1131/13 – ha sospeso l’efficacia della richiamata Determina, individuando, sin dalla fase cautelare, la sussistenza di una serie di potenziali errori nell’applicazione della disciplina legislativa vigente, perciò non c’è bisogno di ulteriori interventi legislativi, ci sono, basta applicarli basta applicarli e controllare.

Errori grossolani nella determina. Qualcuno sussurra che è stato fatto apposta per farsi respingere il provvedimento.

I ricorrenti infatti, i rappresentanti delle imprese di noleggio regolari, non Uber che peraltro non è un vettore, ma titolare di una piattaforma informatica, hanno contestato la legittimità della su esposta disciplina, richiamando i punti 3, 8 e 11, in palese contrasto con la vigente L. n. 21 del 1992, assessore Maran. Come si fa a non correggere simili situazioni?
E’ stato fatto per altri provvedimenti, non capisco per quale motivo per questa determina non si riesce ad intervenire prima di andare innanzi al TAR.

Il 4 novembre i rappresentanti sindacali delle Associazioni che si riconoscono nella Categoria Unita hanno inviato al Sindaco e all’assessore Maran una nota nella quale si sottolineavano tutta una serie di problematiche legate allo svolgimento del servizio tra queste reclamavano il ritiro di quella determina perché considerata in alcune parti sbagliata. La cosa che è stata ribadita nel corso dell’incontro del giorno dopo con il Sindaco e l’assessore in occasione del presidio organizzato qui davanti al palazzo comunale.
Purtroppo, mantenere in vita il provvedimento sospeso dal Tar fino al 23 aprile 2014, ha dato l’impressione che tutto è permesso è oramai con la presenza di centinaia di operatori abusivi che falsano il mercato del trasporto persone in danno degli operatori regolarmente autorizzati dal Comune di Milano è da considerarsi un mercato ‘drogato’, un mercato abusivo.
Non si capisce perché, peraltro, a queste richieste non sono state rappresentate formalmente quali sono le ragioni e le motivazioni politiche e giuridiche che supportano reale inerzia. Forse qualcuno pensa di destrutturare il settore del trasporto persone: se è così si sbaglia di grosso.
I tassisti hanno reclamato più volte azioni di controllo agli uffici competenti al fine di contrastare il fenomeno dell’abusivismo, nel settore taxi ed Ncc.
Non è possibile che nelle more della decisione del giudizio del TAR, che appunto nel merito si discuterà il 23 aprile, l’Amministrazione comunale resti inerte, l’amministrazione deve intervenire effettuando i controlli.

Ormai ci troviamo con centinaia e centinaio di soggetti che addirittura si mettono a operare all’interno delle aree di sosta dei taxi.

Non ci fa paura l’innovazione, assessore Maran, non mi pare che lei sia qui come studioso o come scienziato, deve fare l’amministratore e chiediamo che le irregolarità vanno perseguite.

Non siamo contrari alla innovazione purché l’innovazione rispetti le regole.

Le regole ci sono, non c’è bisogno di altri provvedimenti legislativi per contrastare l’abusivismo.

Soprattutto chiedo che gli interventi di controllo vengano effettuati come deve essere fatto, perché una città che si presenta con un protocollo sulla legalità e la sicurezza per Expo, non può assolutamente lasciare la città senza controllo, con una forte presenza di soggetti abusivi”.

Milano, 30 gennaio 2014